Ti hanno mandato un PDF storto, con pagine di troppo. Lo sistemi, non lo riscrivi.
· Aggiornato
Il PDF che ti hanno mandato non è sacro
Arriva dal commercialista, dal portale, dal collega che ha scansionato il plico «tutto insieme». Pagina 1 dritta, pagina 2 a testa in giù, tre scontrini, una carta d’identità che non doveva esserci, l’allegato C due volte. La tentazione è inoltrare così «almeno è tutto». L’altra tentazione è aprire Word e sperare che il convertitore ricostruisca le tabelle. Entrambe fanno danni, in modi diversi.
Quello che ti serve, di solito, è muovere i fogli. Ruotare. Togliere. Riordinare. Su Paperza lo fai con Modifica PDF, da ospite, senza imparare un mestiere da impaginatore. Non riscrivo i commi. Non «sistemo il layout». Ti do un fascicolo che si sfoglia nell’ordine in cui lo vuoi tu.
Ruotare: il foglio, non il tavolo
Se una ricevuta è di lato, gira quella pagina — o, se sono tutte uguali, tutto il documento. Ruota PDF esiste ancora, da solo, quando l’unico problema è l’angolo. Dentro Modifica PDF il gesto è lo stesso: 90, 180, 270. Non raddrizzo la prospettiva. Se hanno fotografato lo scontrino in diagonale sul divano, la foto resta una foto. Rifai lo scatto, o tieni il foglio storto e vergognati poco: meglio storto e leggibile che un filtro che stira le cifre.
Se nel mazzetto solo la pagina 4 è capovolta, non ruotare tutto. Gira quella. Unire dopo un disastro di rotazioni globali è il modo per capovolgere anche le pagine che erano giuste. Lo dico nella guida sul telefono, lo ridico qui perché è il pezzo che si salta.
Togliere pagine: meno file in giro, meno dati inutili
La carta d’identità in mezzo alle ricevute. La copertina colorata dello studio che non serve al destinatario di oggi. La pagina bianca della scansione fronte-retro. Toglierle non è falsificare: è non mandare ciò che non è stato chiesto. Se ti hanno chiesto l’allegato B, non spedire A, B, C e il documento del socio.
Se ti serve un intervallo pulito e basta — pagine 12-15 — estrai resta la forbice più secca. Modifica PDF è per quando guardi il mazzetto e dici «questa no, questa sì, quella va dopo». Stesso rispetto per i numeri del lettore: 1 è la prima pagina del file, non «pagina 1» stampata in basso dopo l’indice.
Riordinare ricevute e contratti
Data crescente. O per fornitore. O copertina, corpo, allegati. L’ordine è l’unico layout che conta in un fascicolo da mandare. Unisci PDF serve quando hai già file separati da impilare. Modifica serve quando è già un PDF solo, nell’ordine sbagliato. Non mescolare i due gesti «per sicurezza»: o unisci pezzi, o riordini un volume. Fare entrambi tre volte è come risistemare i cassetti mentre qualcuno aspetta la mail.
Ricevute per il commercialista: dopo l’ordine, se pesa, comprimi. Contratto da settanta fogli di cui te ne hanno chiesti sei: togli o estrai prima, comprimi dopo. La guida sulle ricevute e quella sull’estrazione restano; questa è il tavolo in mezzo, quando il file è già uno e va solo messo in riga.
Poi, se manca la calce
Quando i fogli stanno dritti e nell’ordine giusto, se ti hanno chiesto la firma visibile, vai su Firma PDF. Non firmare prima e riordinare dopo: la firma finisce sulla pagina sbagliata, e tu giuri di aver firmato «il contratto». Avevi firmato l’allegato delle condizioni vecchie. Ordine: pulisci, poi inchiostro.
L’inchiostro visibile non è SPID. Lo spiego nella guida firmare senza stampare. Qui conto i fogli, non i certificati.
Cosa questo tavolo non è
Non è Acrobat. Non è un clone da lista infinita di icone. Non annerisco i nomi in mezzo a una riga (quello è un altro mestiere, e non te lo vendo con un tasto). Non sblocco i PDF degli altri. Se il file ha una password, mi serve la copia già apribile e il diritto di trattarlo.
Paperza è di Giannico Costantiello, P.IVA 08910530727, via a Turi. I file qui durano poco. Scarica il mazzetto nuovo, tieni l’originale da te. Gli strumenti già accesi e le altre guide stanno a un clic. L’aiuto spiega i tetti del piano libero senza giri.
Un mazzetto di ricevute, un martedì
Otto pagine: tre scontrini, una fattura PDF, due foto di lato, una carta d’identità finita lì per sbaglio, una pagina bianca. Togli identità e bianco. Ruota le due foto. Porta la fattura in testa se lo studio archivia così. Comprimi se Gmail storce il naso. Scarica. Non hai «editato un contratto». Hai fatto il lavoro di sempre, senza la stampante.
Se a ottobre manca luglio, non rifare tutto: tieni gli originali in una cartella tua. Qui scade. L’archivio non è la dropzone. È la cartella con l’anno sopra.
Domande corte
Posso cambiare il testo del contratto nell’editor?
No. Modifica PDF muove i fogli: ruota, toglie, riordina. Non è Word. Se ti servono tre righe diverse, chiedi il .docx o riscrivi altrove e rifai il PDF.
L’originale sul mio computer si spezza?
No. Creo un file nuovo. Quello sul disco resta. L’upload su Paperza scade comunque (circa un’ora sul libero).
È la stessa cosa di estrarre le pagine?
Estrai è la forbice: un intervallo, un PDF nuovo. Modifica è il tavolo: vedi i fogli, ne togli due, ne giri uno, li riordini. Per un allegato B da quattro pagine, estrai basta. Per un mazzetto di ricevute arrivate alla rinfusa, modifica è più onesto.
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